I tre finalisti

La pandemia non ha reso possibile uno dei momenti più belli che vanno a chiudere il concorso fotografico, la consegna delle targhe ai vincitori durante la serata della premiazione.
Ma non abbiamo voluto rinunciare ad incontrarli, per conoscerli, per farci raccontare da loro come è nata la foto e consegnare loro la targa, nel rispetto delle norme comportamentali necessarie a limitare la diffusione del covid-19.

Abbiamo incontrato Filiberto Galli, autore della foto vincitrice con sua moglie.

Il male oscuro
“Il male oscuro”. Foto di Filiberto Galli

Ci ha raccontato come l’autoritratto fotografico sia stato un mezzo per raccontare un momento difficile della vita. E nella sua fotografica cogliamo tutto questo, è una fotografia fortemente empatica. Non è difficile per ognuno di noi, identificarsi e dire che rappresenta bene un momento difficile della nostra vita. Quando ci siamo sentiti più isolati, più soli.

Filiberto Galli e Stefano Gizzarone
Consegna della targa – Filiberto Galli e Stefano Gizzarone
Filiberto Galli
Filiberto Galli con la targa per la foto vincitrice

Il secondo classificato, Massimiliano di Bacco lo abbiamo incontrato con la sua compagna. Ci ha raccontato della voglia di raccontare il Perù attraverso le foto dei passeggeri che quotidianamente utilizzano i mezzi pubblici.

La busca vida
“La busca vida” foto di Massimiliano Di Bacco

La foto racconta attraverso gli occhi della madre la grande sfida che ogni giorno devono affrontare tante persone. La madre si isola da ciò che la circonda, dal rumore, dai canti e dal vociferare costante, che l’autore ci ha descritto come tipici dei mezzi pubblici dei paesi dell’America del Sud. La fotografia ci spinge a rimanere in silenzio per provare ad immaginare i suoi pensieri.

Lara Vurro e Massimiliano Di Bacco
Consegna della targa. Lara Vurro e Massimiliano Di Bacco
Massimiliano Di Bacco
Massimiliano di Bacco con la targa del secondo classificato

La terza classifica è una persona a cui non puoi fare a meno di prestare attenzione per la sua attrattiva estrosità, Jessica Guidi.
La sua foto nasce dalla volontà di capire e raccontare come azioni fatte in tempi e luoghi anche distanti possono influire sulla vita di tante persone, che più delle volte pagano colpe non proprie.

Piazzale Maslax
Piazzale Maslax foto di Jessica Guidi

Come tutte le grandi foto ha più piani di lettura. La foto di Jessica racconta più storie, una se si guarda il piano della terra, l’altra se si guarda il cielo e l’ultima se se si guardano i lati della foto.
Il primo racconto è quello più immediato e di impatto, vediamo delle persone che vivono in una situazione difficile, precaria, esposti, vulnerabili e soli. Il secondo ci porta in cielo, dove gli uccelli volano con grazia, insieme, liberi, belli da vedere. Il terzo racconto riguardano ciò che meno percepiamo, ma che esiste e può fare la differenza, le case sullo sfondo, a sinistra e a destra. La foto ci porta a chiederci, le persone che vivono nelle loro case percepiscono la difficoltà a cui sono costrette a vivere le persone in primo piano?
Allora la foto prende una valenza simbolica, il volo degli uccelli diventa la voce dei tanti che raccontano la sofferenza, la precarietà e la vulnerabilità di tante persone, per non permettere a nessuno di girarsi dall’altra parte.

Patrizia e Jessica Guidi
Consegna della targa – Patrizia Musicco e Jessica Guidi
Jessica Giuda
Jessica Guidi con la targa come terza classificata

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