MANI TELATE

Autrice: LIVIA MONSERRAT LLOBELL

Descriozione: Quando sono venuta a conoscenza della magnifica iniziativa di Amnesty International di raccogliere foto che esprimessero l’essenza del primo articolo della DUDU, al suo 70° anniversario, ho voluto fortissimamente partecipare.

Ho pensato agli scatti realizzati durante l’ultima Marcia per la pace PerugiAssisi ma, alla fine, ne ho trovato uno migliore “a portata di mano”. Infatti questa fotografia raffigura il dialogo fra le mie mani, sulle quali ho inciso gli ideali di giustizia e libertà dopo un viaggio di volontariato in Africa, come monito personale.

“Justice” e “Freedom”, fratelli gemelli secondo Saviano, tingono la tela dei polsi, dai quali si sente il cuore e su quelle vie efferenti per cui la mente si esplica in azione. Nelle mani percepisco anche un sapore atavico e, in questo caso, un simbolo di incontro, equità, fratellanza.

Dopo un numero di tentativi che ha in sé la follia, sono arrivata all’immagine… e il titolo?

Inizialmente, come spesso, ho pensato di attingere dal mondo musicale e per prime mi sono venute in mente “Le mani” di Gaber. Poi sono affiorati altri brani fra cui uno di Paola Turci, una donna che sa essere forte e allo stesso tempo fragile e, come il “mio” Cristicchi, è fra gli artisti vincitori del premio Amnesty International Italia (assegnato per la prima volta a Daniele Silvestri, un autore arguto che ha fatto dell’impegno un vessillo). Infine ho ricordato “Mani Libere 2008” di Jovanotti, canzone che sfocia nella dichiarazione: “Io sono un punto esclamativo al centro del Mediterraneo. Niente di umano mi è estraneo”.

Sono poi approdata a un titolo non musicale (forse anche un tantino cacofonico) figurandomi le mani come tele intrise di ideali, che sono pietre angolari della mia vita insieme agli affetti e che per me si estendono a tutti gli esseri senzienti, in un grande abbraccio.

Senza pistolotto, potremmo fare nostra un’antica favola africana che vede il divampare di un grande incendio nella foresta e un piccolo colibrì che si muove in direzione ostinata e contraria per spegnerlo, perché non manchi il suo contributo etico.