Il 17 gennaio si è svolta presso la sede di Officine Fotografiche di Roma la premiazione della seconda edizione del concorso fotografico che ha visto Alberta Rossi aggiudicarsi il primo premio con la foto “Il sogno”. Il secondo posto è stato assegnato a Matteo Trevisan con la foto “Dream” e il terzo posto a Fosca Banchelli con la foto “Illusione”.

Le tantissime persone intervenute hanno potuto visionare le 26 foto finaliste esposte e assistere ad dibattito sul tema “Incontro” dei tre membri della giuria.

Queste le parole della fotografa e scrittrice Marialba Russo:
In questa seconda edizione di Cattura la Luce dei Diritti Umani, promossa dalla Circoscrizione Lazio della Sezione italiana di Amnesty  International, la partecipazione, aperta a tutti, è stata ancora più numerosa della precedente edizione, e le fotografie realizzate , nella loro semplicità e nella loro voglia di raccontare, sono state di grande impatto emozionale.
I lavori presentati, uniti tutti nel desiderio di dare vita a un dialogo  sociale e umano, a un “Incontro”, titolo dell’edizione di quest’ anno, uniti anche nel tentativo e nella possibilità di dare senso e bellezza alle cose, quasi come a cancellare  il muro (per qualcuno invalicabile) della paura.
Cambiando il punto di vista, gli autori  ci fanno sentire parte della vita ,  ci aiutano a capire l’esistenza  come piccolo frammento di un insieme, un modo di essere, ci aiutano a osservare, a catturare la luce  dei diritti umani
.”

Diego Mormorio, studioso e critico fotografico, ha descritto in questo modo il tema del concorso:
Viviamo in uno sconfinato luogo dominato dal sentimento di distanza. Anche quando l’altro ci passa vicino, sembra che tra noi e lui ci sia un vuoto incolmabile. Un confine inarrivabile. La diffidenza, la paura, la noncuranza ci fanno chiudere gli occhi, ci rendono ciechi. E in questa cecità diventiamo alberi secchi da cui non possono venire frutti. Cosicché il mondo corre verso una terribile desertificazione. E altro modo non c’è di salvarlo che aprire gli occhi e andare verso l’altro. Incontrarlo. Solo in quest’incontro può generarsi la vita; la prossimità in cui ognuno di noi – nella sua propria particolarità – può essere felice.

Di seguito le foto della serata realizzate da Stefano Gizzarone.