NICOLA E LA SUA MUSICA

Foto di Elisa Mariotti

Gerusalemme 19.02.20 Quartiere cristiano.
Nicola vive in non più di 30 mq. Ha l’odore della povertà la casa di Nicola: della povertà, della disperazione, della solitudine, della paura.
Penso che Nicola si sia convinto di aver perso qualche rotella per poter meglio sostenere ciò che la vita gli ha riservato.
Ma tutto il dolore che serba e di cui ha intriso la sua dimora non gli ha impedito di invitarmi e di farmi un thè.
La casa è tappezzata di icone cristiane, quasi a gridare loro “Perché?”.
Nicola suonava per le feste altrui, aveva capelli lunghi e belle donne intorno. Me le mostra nelle foto che conserva in una busta rosa sotto la Madonna e San Michele.
Ha mani bellissime ed unghie lunghe e pulite. Mani da musicista. La musica, forse l’ultima connessione con il mondo che cerca attraverso la sua vecchia radio.
Non vuole che me ne vada. “five minutes more”, “five minutes more” “come again tomorrow”. 
Non stenterei a credere siano le uniche parole in inglese che ricorda, quelle necessarie per cercare di colmare i vuoti della sua vita con le visite dei turisti che passano e non torneranno più.